Meta raggiunta...

Meta raggiunta...
... o forse solo l'inizio di un'altra tappa!

martedì 31 maggio 2011

Anche se per qualche settimana abbiamo divagato dall’argomento principale del blog, vi rassicuro sul fatto che l’allenamento procede, con impegno e serietà.

Ci siamo, infatti, iscritte alla famosissima “Sforzesca in verde”; manifestazione podistica internazionale non competitiva a passo libero aperta a tutti ormai giunta alla 34° edizione che si terrà domenica 5 giugno.

Tra i percorsi disponibili (6, 15, 23 e 33 km) – per evitare il blocco dei muscoli del giorno dopo e successivi (camminata rigida tipo … potete immaginare) ma soprattutto per essere sicure di riuscire ad arrivare alla fine e poterci tuffare sul rinfresco a base di tartine, risotto, frittelle di mele il tutto innaffiato da sangria – abbiamo optato per i 15 Km con la promessa di aumentare progressivamente nelle prossime sedute di allenamento.

Un olé speciale per Chiaretta e Caterina che, pur non dovendo affrontare 300 Km in due settimane, hanno deciso di farci compagnia in quest’impresa.

Non temete … documenteremo la nostra performance!
Sabato e domenica gita a Genova con puntata sulle colline liguri sopra Sassello.

Spettacolare…per la compagnia, gli stretti e suggestivi vicoli della Genova vecchia, la cucina delicata ma gustosa, il vino fedele compagno dei nostri pranzi e cene, i panorami della vallata ampia e verdeggiante e l’aria pulita e frizzantina sul viso e tra i pensieri…


giovedì 26 maggio 2011

Un'amica molto saggia mi ha detto che quando ti capitano eventi che ti sconvolgono nel profondo vi sono due modi di reagire: lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla disperazione oppure vivere con maggiore intensità.

Io ho deciso di vivere...

perché questo è uno dei valori più importanti che Mauro mi ha trasmesso;
perché ho scoperto di avere più forza di quanto io stessa immaginassi;
perché sono convinta che valga tutto l’impegno che ci sto mettendo;
perché non voglio perdere momenti preziosi… 

lunedì 23 maggio 2011

Piccola curiosità su Berna

La tradizione degli orsi a Berna

Il rapporto della città di Berna con l’animale raffigurato nel suo stemma ha una lunga tradizione.

Pare che sia stato un orso il primo animale abbattuto dal fondatore della città, il duca Berchtold V. von Zähringen, il quale secondo la leggenda avrebbe dato perciò il nome alla nuova città.

Il cronista bernese Valerius Anshelm riferiva nel 1513 che i Bernesi vittoriosi nella battaglia di Novara, tornando a casa con i vessilli conquistati, portarono con sé nel loro trionfo anche un orso vivo come bottino di guerra. Quest’orso fu sistemato nel fossato cittadino davanti alla torre delle Prigioni.

La prima Fossa degli orsi rimase nel luogo chiamato oggi Piazza degli orsi (Bärenplatz) fino al 1764, da dove fu spostata, per facilitare il traffico, davanti alla Porta della città (Schanzengraben beim Bollwerk).

Ed ecco una mia foto…olé



Eccomi di rientro dal fine settimana Bernese.

Splendido sotto ogni punto di vista...

Ho potuto apprezzare l'ospitalità, la cordialità, l'attenzione ai dettagli e qualità della vita degli svizzeri.
Mi ha colpito la sala giochi per bambini nella stazione ferroviaria per rendere più agevole l'attesa per i genitori...
Mi ha rilassato la calma e la tranquillità con cui le persone affrontano la vita di ogni giorno.

Sono rimasta colpita dai colori, che tre giornate di sole e l'aria pura di montagna, hanno reso vivaci e vividi.

Ma soprattutto - grazie al dialogo, al confronto, allo scambio di confidenze con un'amica lontana ma vicinissima e al contempo alle continue e preziose attenzioni degli amici più cari - porto con me una serenità di animo che non avevo da tempo.

Ritorno pronta ad iniziare una nuova fase della vita facendo tesoro di quello che fin qui ho imparato...

 

venerdì 20 maggio 2011

E il fine settimana è arrivato...

Stasera partenza per Berna e piccola vacanza fino a lunedì. Olé!!!

Ecco una piccola anticipazione della città...


Non ci crederete ma parto armata di macchina fotografica, per cui preparatevi ad un succoso reportage...

domenica 15 maggio 2011

Navigando su vari siti e forum dedicati al Cammino di Santiago, ho scoperto che negli albergue dove si trascorre la notte si trovano spesso frasi, poesie, citazioni su foglietti appuntati nelle bacheche, o scritte nei registri di visita.

Eccone una che secondo me descrive pienamente lo spirito del Cammino...
"Gli ingredienti che non si possono tralasciare nel Cammino di Santiago per penetrare nella sua più intima essenza come itinerario non solo fisico, bensì spirituale.

Silenzio
Il cammino non è per parlare ma per ascoltare, per ascoltare il tuo intimo, e tutto il creato che ci lega Dio. Anche se cammini in compagnia, cerca di camminare in silenzio.

Calma
Lungo il cammino, verso il mistero si va lentamente, camminando senza fretta, a ritmo umano.

Solitudine
Tu solo, nella tua sola e unica identità personale, di fronte al cielo, alla terra e al mare. Di fronte a Dio.

Fatica
Camminare, camminare, nel nome degli autentici e coraggiosi pellegrini.
E’ molto bello perdersi sul monte e dormire per terra, lo spirito si affina nella fatica.

Sobrietà
Non esagerare con il cibo e con il vino...è controllo dello spirito.

Il Dono
Il rifugio gratis, il sorriso gratis, il sole gratis e la vita gratis. E’ una ricchezza che abbiamo nel cammino e che non possiamo perdere.

L'Arte
L’arte come simbolo ed espressione di un’altra realtà e percezione delle preghiere e delle sofferenze delle persone che hanno pregato e pianto fra queste pietre.
In questa fresca serata di primavera mi sento in vena di riflessioni...

Vi propongo, quindi, questa frase su cui meditare.
"Non si è veramente grandi...fino a quando la vita non ci mette alla prova rifiutandoci nettamente, senza appello, qualcosa cui si aspira con tutto il proprio essere".

Credo che le ultime settimane mi abbiano fatta diventare grande...ma più di ogni altra esperienza mi abbiano insegnato, grazie soprattutto all'esempio di Mauro, concetti fondamentali di cui mi sono impegnata a far tesoro...

venerdì 6 maggio 2011

Piccola curiosità

Lungo il Cammino di Santiago si trova una piccola località chiamata Santo Domingo della Calzada.
All'interno della Cattedrale di San Salvador è custodito un autentico pollaio, in memoria di un antico miracolo.

Si narra, infatti, che giunse nella città una coppia di pellegrini proveniente dalla Germania, con il loro figlio Hugonell.
La ragazza della locanda dove alloggiarono si innamorò del giovane, però questi la rifiutò.
Risentita decise di vendicarsi mettendo nei bagagli del ragazzo un calice d’argento per accusarlo di furto.
Hugonell venne catturato, giudicato e condannato alla forca.
Miracolosamente il giovane Hugonell non morì perché San Domenico della Calzada l'aveva mantenuto in vita.
I suoi genitori andarono immediatamente dal Governatore della città e gli raccontarono il prodigio, prova della ingiusta condanna del figlio.
Incredulo il Governatore rispose loro che “vostro figlio era vivo come il gallo e la gallina arrosto che stavo per mangiare” ed i due uccelli saltarono giù dal piatto e si misero a cantare.
Da allora, un gallo ed una gallina sono ospitati ed accuditi nella cattedrale.



Venerdì 6 Maggio 2011



Se vogliamo esagerare....esageriamo!



In due giorni mi sono ritrovata a fare cose che non avrei mai pensato di fare...frequentare una palestra e scrivere un blog, il tutto per vivere e cercare di raccontare un'esperienza che, già da adesso, si sta rivelando una delle più forti della mia vita.

Valeria

giovedì 5 maggio 2011

 Si comincia a fare sul serio...

 Ecco le tappe ed i kilometri che ci impegniamo a percorrere.


TAPPE
KM
LEÓN - VILLAR DE MAZZARIFE
20,6
VILLAR DE MAZARIFE - ASTORGA
30,9
ASTORGA – FONCEBADON
25,9
FONCEBADON – PONFERRADA
27,3
PONFERRADA - VILLAFRANCA DEL BIERZO
24,1
VILLAFRANCA DEL BIERZO - O CEBREIRO
28,4
O CEBREIRO – TRIACASTELLA
21,1
TRIACASTELLA - SARRIA
18,3
SARRIA – PORTOMARÍN
22,4
PORTOMARÍN - PALAS DE REI
25,0
PALAS DE REI – ARZÚA
28,8
ARZÚA - O PEDRUOZO
19,1
O PEDRUOZO – SANTIAGO DE COMPOSTELA
20,0
TOTALE
311,9
Un collega mi ha regalato un libro di cui mi ha colpito questa parte...

"Non puoi immaginare quello che è crollato in me con la perdita di quell'amicizia spontanea. Era per me l'amico, il solo che fosse penetrato profondamente nella mia intimità, il solo al quale avessi aperto certi santuari. Anzi non ho neppure dovuto schiuderli: tanto ci eravamo trovati d'accordo, con la stessa sensibilità e le stesse aspirazioni, in armonia perfino nelle nostre divergenze, che erano animate dalla medesima aspirazione. Eravamo divenuti amici senza dichiararlo, attraverso la scoperta, immediata, delle corrispondenza fra le nostre anime. Era anche l'amico, nato con la vita, che non potrà mai essere sostituito."...

Penso che queste parole siano le migliori per descrivere chi Maurino è stato per tutti noi...

mercoledì 4 maggio 2011

Viaggiare per salvare l'anima: le vie del pellegrinaggio


 
Le vie del pellegrinaggio sono state, per molti secoli, le grandi arterie di comunicazione delle genti d’Europa. Sul tragitto che fu dei pellegrini medievali si trovava una vera e propria costellazione di chiese, monasteri e luoghi di sosta con ospedali: un eccezionale patrimonio di fede, arte e cultura. La grande circolazione di uomini e delle loro conoscenze, portò un forte scambio culturale in tutta l’Europa. Il pellegrino, nel viaggio verso i luoghi santi, espiava e meditava ricercando la propria essenza umana e la fede interiore con purezza d’animo.
A lui venne attribuito un particolare Status che lo rendeva intoccabile e rispettato; riceveva inoltre una forma di investitura e, per farsi riconoscere, indossava abiti ed oggetti particolari.

Nel corso del XI sec.  la pratica dei pellegrinaggi verso santuari che custodivano reliquie di santi martiri, assunse proporzioni tali da trasformarsi in un fenomeno di vasta portata. Nacquero percorsi tra il nord Europa e il sepolcro di Cristo a Gerusalemme, le tombe degli apostoli Pietro e Paolo a Roma, e quella dell’apostolo Giacomo a Santiago de Compostela in Galizia.
Tra i pellegrinaggi europei quello verso Santiago costituì il fenomeno più imponente, interessando oltre alla Francia, masse di fedeli provenienti dalla Germania, dalle Fiandre, dall’Inghilterra, dall’Italia. Si creò così una vera e propria rete di strade con luoghi di raccolta e ospizi per i pellegrini. Una sola via percorreva le regioni settentrionali, ma in Navarra confluivano quattro “cammini” francesi disposti come le stecche di un ventaglio perché destinati a raccogliere pellegrini da ogni parte d’Europa. Il monachesimo divenne un valido supporto per i viaggiatori in quanto i monaci offrivano loro ospitalità perla notte.
I pellegrini erano riconoscibili da una vera e propria divisa con tanto di insegne benedette che accomunava uomini e donne poveri e ricchi, letterati ed analfabeti nel loro cammino di penitenza. Le conchiglie di Galizia costituivano il contrassegno di viaggio a Santiago: venivano raccolte a Capo Finis Terrae,  sulle rive dell’Oceano, il punto che segna il limite occidentale dell’Europa. Purtroppo sono rare le insegne e le reliquie dei pellegrini arrivate ai giorni nostri, tuttavia molti dettagli si possono dedurre dalle pitture che offrono valore documentale.
Documento importantissimo è a tal proposito la Guida del Pellegrino scritta da Aymery Picaud che compì il viaggio tra il 1130 e il 1135 descrivendo le diverse tappe che conducevano a Santiago. Per ciascuna delle quattro vie, la Guida elenca tutti i santuari e le reliquie da venerare. Il cammino è oggi costantemente segnalato da cartelli giallo-blu contraddistinti dalla “conchiglia”, ma è costellato di innumerevoli “segni” antichi: chiese romaniche con splendidi portali in cui si affollano personaggi dell’Antico e Nuovo Testamento, ospizi e monasteri,eremi ed abbazie.
Lo sviluppo della pratica del pellegrinaggio diede slancio all’attività artistica favorendo i contatti e i rapporti tra centro e centro che generarono una sostanziale unità della cultura europea. L’architettura romanica e la diffusione della musica trobadorica ne sono una chiara testimonianza che è sopravvissuta fino ai giorni nostri. Il fenomeno più interessante di tale circolazione di idee e modelli è costituito dall’imporsi di un particolare tipo di pianta nelle grandi chiese di pellegrinaggio con deambulatori eccezionalmente ampi provvisti di cappelle radiali adibite alla custodia delle reliquie, ma anche luoghi di culto; tutto ciò in funzione dell’attività liturgica e del movimento delle masse di pellegrini.
Questo blog nasce per raccontare un'esperienza di vita.

Katya, Valeria ed io (Roberta) - ognuna con la sua storia, il suo percorso e tante speranze per il futuro - abbiamo deciso di percorrere quest'estate una parte del cammino di Santiago...Leon - Santiago de Compostela per un totale di 315 km di fatica ma soprattutto di amicizia, solidarietà e riconciliazione con noi stesse ed il mondo intero.

Ma soprattutto è stato creato per ricordare una persona speciale, che ha vissuto intensamente ed ha cambiato la vita delle persone che lo hanno conosciuto.
Maurino, questo è per te...